Category Archives: Parentesi

Voglio tutto ( – 195 )

Non c’è niente da fare.

Come ben sa l’amica con cui ho sbraitato le ultime due ore, ancora non mi sono rassegnata al fatto di essere nata donna. Eppure periodicamente sembra che io accetti il dato con più serenità. Poi torno ad arrabbiarmi per l’ingiustizia di questo fato.

Tornando a casa, a passi svelti, con le nuvole nere che si addensavano minacciose dietro i calcagni, mi sono chiesta perchè.

Perchè non riesco a far pace con questa cosa.

Si dice che la rabbia sia un sentimento coperchio, che mascheri altre emozioni ed altri bisogni sotto di sè.

Mi viene il sospetto che ciò che condivido con gli uomini sia il fatto di volere tutto.

E con loro divido l’illusione che se fossi uomo, tutto potrei avere.

Ahimè, dovrei forse come loro crescere e realizzare che, anche a essere nata nei  panni giusti, che si possa avere tutto resta solo un’illusione.

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Luci ( – 252 )

La mia città natale è luci nel buio,

a quest’ora è silenzio, sotto una pioggia cheta,

macchine che se ne tornano a casa, lente e così poche.

Rientrare a casa a quest’ora da sola è sempre un momento di indefinibile nostalgia.

é il chiudere la portiera dello sportello in faccia all’amico che mi ha accompagnato e non attardarsi in un bacio, agitare una mano sulla soglia del portone e rientrare sola.

Di notte mi pesa esser sola. Anche se solo per lo spazio di un rientro.

Fuori dalla mia finestra, nel buio, lampioni. Luci.

Questa Pasqua ho ricevuto in grazia una guarigione e in eredità un dono.

Al rientro a casa vorrei essere con il mio uomo, per passare la notte nell’abbraccio di lui.

Ogni volta invece torno a casa sola, mi spoglio e leggo, guardo fuori dalla finestra la pioggia.

E vedo luci.

 

Irruzioni

Irruzione di un passato totalmente altro in questo mio presente soleggiato, oggi, alla cassa del supermercato in cui compro i detersivi.

Mi ha ricordato tristemente, però, che allora avevo tempo e parole per scrivere…

Nulla da rimpiangere ( – 346 )

Nel 2013 sono stata coraggiosa.

Ho detto la verità, quando ho voluto, e quando è stato necessario ho detto una bugia.
Ho parlato per i miei sentimenti e taciuto delle mie fantasie.
Ho scommesso. E perso.

Non mi sono nascosta dietro a un dito e mi sono giocata quando è venuto il momento.
Ho dato me stessa: nel lavoro e nei progetti che ho immaginato per il mio futuro.
E quando le persone che ho avuto vicino non sono state all’altezza di quei progetti, ho pianto i miei lutti e sono andata via.

Sono stata coraggiosa insomma, nel 2013. E non ho nulla di nulla da rimpiangere.
Vorrei dire che ho da rimpiangere quali persone mi sono scelta e che l’errore risiedeva lì. Ma non è vero.
Entrambi avevano qualcosa di giusto per me ed entrambi io li ho scelti. Forse per questo di ognuno mi restano più bei ricordi che brutte nostalgie.

Ho anche scelto di non abbassarmi ai loro progetti, e quando ne ho avuto bisogno, ho pianto.
Come dicevo non ho nulla da rimpiangere.
Ora però basta.

Basta dare, questa volta.
Per questo non voglio uomini tra i coglioni in questo 2014.
Gli uomini sono un infallibile sistema di drenaggio.

Una parentesi (della blogosfera che fu)

Questo post non c’entra con l’assenza di uomini. C’entra con la riapertura di un blog da parte della sottoscritta, che ha un passato da blogger compulsiva e maldestra mescolatrice di sentimenti e anime virtuali multiple e dissonanti.

Ho fatto l’errore di fare un giro per cercare vecchi amici. 

Ma la blogosfera nel 2014 è un cazzo di deserto.

E allora capisci che non hai più 21 anni. Ne hai 31 adesso. Ed è anche un po’ normale che i blog non siano più quelli del 2004.

Ma mi mancheranno sempre quelle pagine. Quando erano personali e segrete. E noi che scrivevamo eravamo così incasinati. E sbagliati e multipli. E veri.

Mi mancheranno quelli che ho conosciuto solo dalle confessioni dei loro blog, di cui però ricordo ancora tutti i nomi, e mi mancherà il blog del mio ex, che tramite blog mi ha quasi ucciso. E penso a quelli incontrati in fumosi ritrovi a Milano. Eravamo quasi una società segreta.

E’ stato bello. E mi mancherete sempre.

Ora che i blog sono asettici e inutili. Per noi sono stati un’altra cosa. Un’altra casa.